Il gas italiano vicino ai massimi del 2022: 83 euro a metà mese
Il prezzo del gas al punto di scambio virtuale italiano, il PSV, è salito a metà settembre oltre gli 83 EUR/MWh, e il riferimento europeo TTF ha toccato 81,2 — livelli mai visti dalla fine del 2022. Rispetto a fine febbraio, quando il TTF scendeva a 31,4 euro, il prezzo è più che raddoppiato.
Redazione EuroEnergy · 1 min di lettura
Il 2026 ha capovolto il mercato europeo del gas. Il 27 febbraio il riferimento TTF di Amsterdam scendeva a 31,4 EUR/MWh e la normalizzazione sembrava vicina; il 14 settembre lo stesso riferimento toccava 81,2 EUR/MWh — un livello mai visto dalla fine del 2022, l'anno della grande crisi.
Il PSV, un gradino più su. Il punto di scambio virtuale italiano, il PSV, tratta tradizionalmente con un premio sul TTF — il costo di portare il gas fino alla penisola. Al picco del 15 settembre il PSV ha superato gli 83 EUR/MWh, l'equivalente di circa 0,78 euro al metro cubo; la media del mese si annunciava intorno a 0,83 EUR/Smc. Verso fine mese il prezzo si è calmato, intorno a 73–75 EUR/MWh, con gli approvvigionamenti stabilizzati e una domanda più tranquilla.
Le cause della salita. La guerra in Iran ha scosso i mercati dell'energia, dal petrolio al GNL, proprio nell'anno in cui l'Europa riempiva i depositi senza gas russo via tubo. In più, l'estate torrida ha bruciato gas nelle centrali elettriche italiane: ad agosto i consumi nazionali sono saliti del 15%.
Cosa arriva nelle bollette. Il gas caro di settembre entra nell'aggiornamento trimestrale delle tariffe regolate italiane e, attraverso le centrali elettriche, nel prezzo della corrente — il meccanismo che ha già portato il PUN oltre i 200 EUR/MWh. Con i depositi oltre l'85%, l'Italia entra comunque nell'inverno con una solida rete di sicurezza.
Il prezzo della corrente, che si muove col gas, sulla pagina dei prezzi.
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