29 set 2026

Il biometano del PNRR: 376 progetti e una corsa fino al 30 giugno

Lo schema italiano del biometano finanziato dal PNRR — 2,24 miliardi di euro in totale — ha approvato 376 interventi per circa 1,48 miliardi, per circa 172.000 metri cubi standard all'ora di capacità incentivata. Per il contributo in conto capitale gli impianti dovevano essere operativi entro il 30 giugno 2026; la facility prorogata porta i lavori fino a maggio 2028.

Redazione EuroEnergy · 1 min di lettura

Instalație de biogaz într-o fermă
Foto: Thzorro77 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il gas di fattoria è diventato uno dei pochi pezzi energetici del PNRR con numeri grandi e concreti. L'Italia converte gli impianti di biogas agricolo e costruisce nuove capacità che immettono biometano — chimicamente identico al gas naturale — direttamente in rete.

Le cifre dello schema. La misura, trasformata in una sovvenzione finanziaria amministrata direttamente dal GSE, ha una dotazione totale di 2.236 milioni di euro. A maggio il GSE aveva approvato 376 interventi, per un valore di circa 1,48 miliardi, con una capacità incentivata di circa 172.000 Smc/h. I progetti ammissibili: impianti nuovi, agricoli o su rifiuti, e conversioni delle centrali a biogas che oggi fanno elettricità.

Le scadenze, su due gradini. La regola PNRR chiedeva che gli impianti beneficiari del contributo in conto capitale fossero in esercizio entro il 30 giugno 2026, con la notifica al GSE entro il 30 luglio. Per gli altri, il decreto PNRR di primavera — il DL 19/2026 — ha confermato la continuazione del finanziamento con una facility che allunga il termine dei lavori fino a maggio 2028, togliendo pressione ai progetti intrappolati nelle code di connessione.

Perché conta. Ogni metro cubo di biometano è un metro cubo di import in meno — e l'Italia importa massicciamente, ai prezzi che il PSV ha mostrato a settembre. In più, il biometano usa l'infrastruttura esistente: tubi, stoccaggi, centrali. L'obiettivo del settore, qualche miliardo di metri cubi l'anno verso il 2030, coprirebbe diversi punti percentuali dei consumi nazionali.

Il ruolo del gas nel sistema italiano, sulla pagina del Paese.

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