Eni tiene Plenitude in caldo per la Borsa: sei gigawatt di rinnovabili
Plenitude, il braccio verde del gruppo Eni, ha raggiunto a metà 2026 i 6 GW di capacità rinnovabile installata, circa 11 milioni di clienti e oltre 23.000 punti di ricarica, con un EBIT in crescita del 70%. Eni prepara il deconsolidamento e una possibile quotazione in Borsa nel 2027, con l'obiettivo di 15 GW all'orizzonte del 2030.
Redazione EuroEnergy · Italia · 1 min di lettura
Mentre il gruppo madre resta una società di petrolio e gas, Plenitude — la divisione di Eni che riunisce rinnovabili, vendita di energia e ricarica delle auto elettriche — cresce al ritmo di una giovane utility. Ed Eni la prepara al volo autonomo.
Il semestre in cifre. A metà 2026 Plenitude aveva 6 GW di capacità rinnovabile installata e resta sulla traiettoria dei 6,5 GW entro fine anno. La società serve circa 11 milioni di clienti energia in Europa e gestisce una rete di oltre 23.000 punti di ricarica. Il risultato operativo adjusted del semestre: 0,23 miliardi di euro, il 70% in più dell'anno scorso. Per l'intero 2026 il target di EBITDA è di 1,3 miliardi.
Il piano di volo. Eni ha aggiornato il piano industriale a marzo e ha annunciato il deconsolidamento della divisione; la stampa finanziaria italiana scrive che il gruppo «tiene in caldo» la quotazione, con il 2027 come finestra probabile. Le valutazioni circolate nelle operazioni precedenti con i fondi — Energy Infrastructure Partners e Ares hanno già comprato quote di minoranza — sono salite verso i 12 miliardi di euro.
Dove vuole arrivare. L'obiettivo ufficiale: circa 15 GW di rinnovabili installate nel 2030, con un EBITDA oltre i 2,5 miliardi. Il modello integrato — produzione verde più milioni di clienti finali più rete di ricarica — è la scommessa che l'energia verde si venda meglio direttamente alla presa.
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