29 set 2026

Energy Release: 476 contratti e 22,5 terawattora a 65 euro

Il meccanismo italiano Energy Release 2.0 ha chiuso la fase di contrattualizzazione: 476 grandi consumatori industriali e aggregatori hanno firmato per 22,5 TWh di elettricità a prezzo fisso di 65 EUR/MWh, per tre anni. In cambio, i beneficiari si impegnano a costruire nuove rinnovabili e a restituire l'energia in 20 anni.

Redazione EuroEnergy · 1 min di lettura

Hală industrială energointensivă
Foto: Myotus · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Uno degli schemi italiani anti-rincaro più discussi è passato dal regolamento ai contratti firmati. Con l'Energy Release 2.0, gestito dal GSE — il Gestore dei Servizi Energetici — i grandi consumatori di energia hanno comprato elettricità a 65 EUR/MWh, un prezzo che, rispetto al mercato di questo settembre, sembra di un'altra epoca.

Le cifre della chiusura. Entro la scadenza del 31 gennaio 2026 sono stati firmati 476 contratti con clienti energivori e aggregatori, per un volume assegnato di 22,5 TWh. Le consegne corrono su 36 mesi, e il termine per le garanzie incondizionate è stato prorogato al 9 marzo.

La regola del gioco: energia subito, rinnovabili in cambio. L'Energy Release non è un semplice sussidio. I beneficiari si impegnano a costruire — direttamente o tramite aggregatori — nuova capacità rinnovabile e a restituire, in 20 anni, l'energia ricevuta in anticipo. Lo Stato usa così l'appetito dell'industria per il prezzo fisso per attrarre investimenti privati nella produzione verde.

Perché conta. L'industria italiana paga l'elettricità decine di euro per MWh più dei concorrenti francesi o tedeschi; per gli energivori — acciaio, carta, chimica, vetro — 65 EUR/MWh su una fetta dei consumi è la differenza tra produrre in Italia e delocalizzare. La prossima tornata del meccanismo si annuncia con un contingente più ristretto, e il dibattito si è già spostato su chi sopporta il costo tra prezzo fisso e mercato.

I prezzi di mercato, a confronto con quelli contrattati, sulla pagina dei prezzi.

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