Perché gli italiani pagano l'elettricità più cara d'Europa
Un'impresa italiana con consumi medi paga la corrente circa il 70% in più di una francese, e le piccole imprese versano, insieme, 3,7 miliardi di euro più di quanto pagherebbero ai prezzi medi europei. La spiegazione sta in tre strati: il gas che fa il prezzo, il fisco che lo gonfia e le reti che non tengono il passo.
Redazione EuroEnergy · 1 min di lettura · aggiornato il 29 set 2026
Le cifre messe sul tavolo a settembre dalle organizzazioni imprenditoriali italiane disegnano la stessa immagine da angolazioni diverse: l'energia elettrica in Italia è tra le più care d'Europa, e questo conto si paga in competitività.
Le distanze, in denaro. Secondo i calcoli di Confindustria, l'elettricità costa in Italia 65,3 EUR/MWh in più che in Germania, 67,2 in più che in Spagna e 69,4 in più che in Francia. Un'impresa con consumi medi, 3,7 GWh l'anno, paga in Italia circa 133.000 euro — contro i 78.000 della Francia, cioè il 70% in più. Confartigianato aggiunge la prospettiva dei piccoli: 25,99 centesimi/kWh contro una media europea di 22,04, il terzo prezzo più caro dell'UE dopo Irlanda e Germania, e un sovraccosto totale di 3,7 miliardi di euro l'anno.
Primo strato: il gas fa il prezzo. Nel sistema marginale, l'ultima centrale chiamata sul mercato fissa il prezzo per tutti — e in Italia quella centrale brucia quasi sempre gas. Quando il metano rincara, come in questo settembre, il PUN scatta subito.
Secondo strato: il fisco. Accise e oneri di sistema pesano sulle bollette delle piccole imprese italiane il 47,4% in più della media europea — soldi che finanziano, tra l'altro, i vecchi schemi di sostegno alle rinnovabili.
Terzo strato: la rete e la geografia. Il Sud produce sole a buon mercato, ma i consumi stanno al Nord, e le linee tra i due si strozzano; il prezzo zonale siciliano è stato ad agosto il 10% sopra il riferimento nazionale.
Le vie d'uscita esistono — rinnovabili contrattate a poco tramite le aste FER X, batterie con il MACSE, cavi nuovi — ma tutte richiedono anni. Nel frattempo, il confronto quotidiano dei prezzi è sulla pagina dei prezzi.
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